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Deezer ha superato una soglia emblematica: più del 50% di tutte le tracce caricate ogni giorno sulla piattaforma di streaming sono ora generate dall'IA, con oltre 90.000 tracce IA in arrivo quotidianamente a partire dal giugno 2025.
Punti chiave
Deezer ha registrato oltre 90.000 caricamenti di tracce generate dall'IA al giorno nel giugno 2025 — più della metà di tutta la nuova musica quotidiana sulla piattaforma.
Il dato rappresenta un'accelerazione drammatica del volume di musica IA sui principali servizi di streaming.
Deezer ha fatto attivamente pressione per l'introduzione di regole a livello di piattaforma che separino i contenuti generati dall'IA dalla musica creata dagli esseri umani nella distribuzione dei diritti.
L'impennata solleva interrogativi diretti sulla diluizione del catalogo, la suddivisione del pool di royalty e la scopribilità per gli artisti umani.
Strumenti di musica IA come Suno e Udio hanno reso la generazione di brani completi accessibile a chiunque disponga di un prompt testuale.
A partire dal giugno 2025, i caricamenti generati dall'IA su Deezer hanno superato il 50% di tutta la nuova musica quotidiana.
La portata è impressionante. Il catalogo di Deezer conteneva già decine di milioni di tracce prima che gli strumenti audio generativi diventassero mainstream — e ora la sola produzione IA di un mese a questo ritmo aggiungerebbe circa 2,7 milioni di nuove tracce. Per contestualizzare: l'intero catalogo di Spotify si aggirava intorno ai 100 milioni di brani ancora nel 2023. I numeri suggeriscono che l'IA sta comprimendo in pochi mesi di generazione automatizzata ciò che un tempo richiedeva decenni di registrazioni umane.
Come 90.000 caricamenti giornalieri ridisegnano il pool di royalty
La conseguenza pratica per chiunque guadagni dalla musica — o competa per l'attenzione degli ascoltatori — è la diluizione delle royalty. Le piattaforme di streaming distribuiscono tipicamente un pool fisso di entrate su tutti gli stream. Quando le tracce IA inondano un catalogo e accumulano anche modesti conteggi di ascolti, attingono allo stesso bacino della musica creata dagli esseri umani. Deezer ha pubblicamente sostenuto un modello di royalty a livelli o incentrato sugli artisti, che pesi gli stream in modo diverso a seconda che una traccia sia generata dall'IA o eseguita da un essere umano, sebbene nessun sistema di questo tipo sia ancora in vigore a livello di settore.
Questo vuoto normativo è esattamente il motivo per cui la soglia del 50% conta al di là del numero in prima pagina. Non si tratta solo di una curiosità sul volume — è la prova che l'infrastruttura attuale di caricamento e streaming non è stata progettata per questo rapporto. Le piattaforme costruite attorno alla produzione creativa umana sono ora pipeline a maggioranza di output automatizzato, e le regole di monetizzazione non hanno tenuto il passo.
Secondo TechCrunch, Deezer è stato tra i servizi di streaming più attivi nel chiedere un cambiamento strutturale, ma la società non ha annunciato un limite massimo ai caricamenti IA né un livello di catalogo separato dedicato esclusivamente all'IA.
L'effetto Suno e Udio
L'accelerazione si sovrappone strettamente alla disponibilità mainstream di strumenti come Suno e Udio, che consentono agli utenti di generare brani completi e pronti per la produzione a partire da un prompt testuale in pochi secondi. L'esposizione legale attorno a questi strumenti è reale — Sony Music Entertainment ha intentato una causa contro Udio per presunta violazione del copyright su oltre 30.000 brani, come riportato nel nostro precedente articolo sulla causa Sony-Udio — ma il contenzioso non ha rallentato il volume dei caricamenti sulle piattaforme.
Per i creatori di arte IA che lavorano anche nell'audio, o che costruiscono personaggi e compagni IA con componenti vocali e musicali, i dati di Deezer segnalano che la stessa dinamica di inondazione di contenuti che colpisce le piattaforme di immagini è già più avanzata nella musica. La scopribilità si sta erodendo rapidamente. Una traccia caricata oggi non compete solo con il catalogo creato dagli esseri umani, ma con decine di migliaia di output IA pubblicati lo stesso giorno.
Cosa faranno le piattaforme di streaming
La divulgazione di Deezer mette sotto pressione Spotify, Apple Music e YouTube Music affinché pubblichino dati comparabili — o spieghino perché non li stanno monitorando. YouTube ha già adottato misure per limitare la monetizzazione dei contenuti video generati dall'IA con scarso impegno creativo, segnalando che almeno una grande piattaforma è disposta ad agire in modo strutturale piuttosto che solo retorico.
Per i creatori che producono musica generata dall'IA come parte di una pratica creativa più ampia — che si tratti di sonorizzare video IA, aggiungere suoni ambientali all'arte IA o pubblicare tracce sotto il proprio nome — la finestra in cui la musica IA rappresenta un vantaggio di novità si sta chiudendo. Il volume non è più un elemento differenziante. La cura editoriale, la specificità stilistica e il giudizio editoriale umano applicato alla generazione IA stanno diventando il vero vantaggio competitivo.