Il senatore della California Adam Schiff, membro delle commissioni senatoriali che si occupano di proprietà intellettuale, antitrust e privacy, ha dichiarato a The Verge che il Congresso non ha ancora trovato la volontà politica per approvare una regolamentazione significativa dell'IA — una preoccupazione diretta per artisti e creatori di immagini il cui lavoro confluisce nei dataset di addestramento senza consenso né compenso.
Punti chiave
- Il Sen. Adam Schiff è membro delle commissioni senatoriali su proprietà intellettuale, antitrust e privacy — le tre aree che incidono più direttamente sui creatori AI e sul loro lavoro.
- Schiff ha riconosciuto che il Congresso non ha approvato una legislazione organica sull'IA, citando il blocco politico come ostacolo principale.
- Il copyright per le immagini generate dall'IA e l'uso dei dati di addestramento rimangono irrisolti a livello federale, lasciando i creatori privi di tutele normative.
- Il vuoto regolatorio attuale consente alle aziende di IA di continuare a raccogliere e addestrare modelli su opere creative disponibili pubblicamente senza conseguenze legali esplicite.
- I commenti di Schiff suggeriscono che qualsiasi quadro normativo federale difficilmente arriverà in tempi brevi, rendendo le norme statali e le politiche delle piattaforme il livello di governance di fatto per il momento.
Le commissioni che contano — e perché non si muovono
Gli incarichi nelle commissioni di Schiff lo collocano all'incrocio di ogni questione di policy sull'IA attualmente aperta: chi possiede i contenuti generati dall'IA, se l'addestramento su immagini protette da copyright costituisca fair use, e come i dati degli utenti transitino attraverso le piattaforme AI. Questa posizione rende significativa la sua valutazione schietta dell'inerzia del Congresso. Secondo The Verge, Schiff è stato diretto riguardo alla difficoltà di legiferare su qualsiasi tema tecnologico nell'attuale contesto politico.
Per i creatori di arte AI, il dibattito sul copyright in stallo è il filo più importante. La questione centrale — se l'acquisizione di milioni di immagini per addestrare un modello generativo costituisca violazione del copyright — non ha ancora ricevuto risposta per via legislativa. I tribunali la affrontano caso per caso, ma una risposta legislativa definitiva stabilirebbe le regole per ogni piattaforma, ogni modello e ogni creatore in un colpo solo. Senza di essa, l'esito dipende da quale causa raggiungerà per prima una corte d'appello favorevole.
Cosa significa in pratica il vuoto regolatorio
In assenza di norme federali, la governance pratica della generazione di immagini AI ricade su tre elementi: i termini di servizio delle piattaforme, gli impegni volontari delle aziende di IA e le leggi statali che riescono a essere approvate. Nessuno di questi garantisce la coerenza o l'applicabilità che offrirebbe un quadro normativo federale.
Ciò si ricollega direttamente a un modello visibile nelle recenti mosse di policy sull'IA. L'approccio dell'amministrazione Trump — trattato in dettaglio nel precedente reportage di Charmloop sul rebranding AI di Trump e il patto di sicurezza non vincolante — ha puntato su impegni volontari dell'industria piuttosto che su norme applicabili. I commenti di Schiff suggeriscono che il ramo legislativo non colmerà questo vuoto in tempi brevi.
Per i creatori che generano immagini con strumenti AI, questa ambiguità ha un duplice effetto. Le pratiche sui dati di addestramento rimangono in gran parte prive di controllo, ed è così che è stata costruita l'attuale generazione di potenti modelli per immagini. Ma significa anche che lo status legale delle immagini generate dall'IA stesse — se possano essere protette da copyright, e da chi — è ancora terreno conteso. Il Copyright Office ha emanato linee guida secondo cui la paternità umana è necessaria per la registrazione, ma il confine tra una composizione fortemente guidata da prompt e una puramente generata dalla macchina è oggetto di disputa.
Antitrust e la concentrazione del potere sui modelli
Il ruolo di Schiff nella commissione antitrust è l'angolazione meno discussa, ma conta per chiunque scelga tra fornitori di modelli. Un numero ristretto di aziende — OpenAI, Google, Anthropic, Midjourney, Stability AI — controlla la maggior parte dei modelli per immagini e linguaggio disponibili ai creatori. Se tale concentrazione sia oggetto di un esame attivo da parte del Congresso non è chiaro dai documenti pubblici, e l'intervista di Schiff non ha prodotto proposte legislative specifiche su questo fronte.
«Volevo davvero chiedergli come potremmo regolamentare qualsiasi cosa legata all'industria tecnologica in questo momento.»
— The Verge
I creatori che vogliono restare aggiornati sull'evoluzione di queste questioni di policy possono seguire i cambiamenti di modelli e piattaforme attraverso le guide agli strumenti e ai modelli AI di Charmloop, dove le variazioni nei termini e nelle capacità dei fornitori vengono trattate man mano che si verificano.
Il riassunto onesto della posizione di Schiff: le commissioni giuste esistono, le domande giuste vengono poste, e il meccanismo legislativo non produce risposte a un ritmo che corrisponda alla velocità con cui la tecnologia avanza. Per i creatori, ciò significa che le regole su quali immagini possono essere usate per l'addestramento, chi possiede i contenuti prodotti e come le piattaforme gestiscono i dati degli utenti continueranno a essere scritte dalle aziende piuttosto che dal Congresso — almeno nel breve periodo.