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Sony Music e Warner Chappell hanno depositato una causa federale per violazione del copyright contro Anthropic, chiedendo fino a 150.000 dollari per ogni opera violata su «decine di migliaia» di canzoni — una potenziale cifra di risarcimento che potrebbe salire fino a miliardi di dollari e stabilire un prezzo minimo per il costo reale dell'addestramento dell'IA su opere creative.
Secondo The Verge, il ricorso è stato depositato nel Distretto Nord della California — la stessa sede che ha gestito la maggior parte dei casi di copyright legati all'IA di alto profilo fino ad oggi. La cifra di 150.000 dollari per opera rappresenta il massimo statutario previsto dalla legge sul copyright statunitense per la violazione dolosa; le etichette non chiedono danni effettivi, più difficili da quantificare. Puntano direttamente al massimo consentito.
I 25.000 dollari aggiuntivi per ogni caso di rimozione delle informazioni sulla gestione del copyright — metadati che identificano il proprietario di un'opera — suggeriscono che il ricorso sosterrà che Anthropic non si è limitata ad addestrare il modello su materiale protetto, ma ha attivamente rimosso le impronte digitali che avrebbero reso la violazione tracciabile. Si tratta di un'accusa più difficile da difendere rispetto alla semplice acquisizione dei dati.

Sony Music e Warner Chappell hanno depositato la causa contro Anthropic in un tribunale federale il 29 agosto 2026.
Immagine: TechCrunch / TechCrunch AI
Quando Stability AI ha affrontato contestazioni sul copyright nel 2023 riguardo ai dati di addestramento di Stable Diffusion, la disputa centrale riguardava se la generazione di immagini costituisse una violazione derivativa. Il ricorso di Sony e Warner contro Anthropic si concentra su qualcosa di più specifico: la riproduzione diretta di testi e opere musicali da parte di un grande modello linguistico, inquadrata esplicitamente come «pirateria» piuttosto che come trasformazione. Questa impostazione ha rilevanza giuridica perché aggira gli argomenti sul fair use che hanno finora lasciato margine di manovra alle aziende di IA.
Per i creatori che utilizzano strumenti di IA — che si tratti di generare immagini, costruire personaggi o produrre musica — la causa è un segnale che la questione delle licenze, rimasta in sospeso su ogni grande modello fondazionale, viene ora portata in giudizio alla massima scala statutaria. L'esito determinerà se le aziende di IA dovranno stipulare accordi di licenza globali prima dell'addestramento, o se potranno continuare a sostenere che l'addestramento costituisce un uso trasformativo e raggiungere accordi successivamente.
Anthropic ha già vissuto un anno legalmente turbolento: un tribunale federale ha bloccato un separato tentativo governativo di inserire l'azienda in una lista nera all'inizio del 2026. Quella sentenza riguardava l'abuso di potere governativo; questa causa riguarda i diritti di proprietà privata, e i due fronti legali sono del tutto separati.
La richiesta delle etichette non è un accordo di licenza. Si tratta di danni punitivi progettati per rendere retroattivamente proibitivo il costo dell'addestramento senza licenza. Se anche solo una frazione delle «decine di migliaia» di opere citate nel ricorso sopravvivesse al giudizio sommario alla tariffa di 150.000 dollari, la responsabilità supererebbe di gran lunga qualsiasi cifra raccolta da Anthropic in finanziamenti venture.
Questa pressione è rilevante al di là di Anthropic. Ogni azienda di IA che si addestra su testi raccolti dal web — comprese quelle i cui modelli sono alla base degli strumenti nel catalogo di Charmloop — affronta la stessa esposizione strutturale. Una sentenza o un accordo che stabilisca un tasso di risarcimento per opera riprezzerebbe immediatamente il costo della costruzione di modelli fondazionali, accelerando probabilmente il passaggio verso dataset con licenza o dati di addestramento sintetici.
Il caso si sposta ora al Distretto Nord della California. Il primo grande test procedurale — se il tribunale certificherà l'ambito del ricorso o lo restringerà — determinerà quanto potere contrattuale le etichette manterranno al tavolo delle trattative. Quella udienza, non un eventuale processo, è la data a breve termine da tenere d'occhio.